Il Parlamento europeo ha recentemente adottato una serie di misure cruciali volte a rivoluzionare il settore edilizio dell’Unione europea, al fine di contrastare i cambiamenti climatici e promuovere un futuro più sostenibile. Il cuore di queste iniziative è rappresentato dalla direttiva “Case Green”, che stabilisce nuovi standard per la costruzione e la ristrutturazione degli edifici, con l’obiettivo ambizioso di raggiungere emissioni zero entro il 2030.

L’approvazione definitiva della direttiva “Case Green” è avvenuta il 12 marzo 2024, segnando un importante passo avanti nella lotta contro il cambiamento climatico. Ora bisogna aspettare però l’approvazione formale del Consiglio e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per l’entrata in vigore.

I paesi membri dovranno preparare e presentare a Bruxelles entro due anni le loro strategie dettagliate su come intendono raggiungere gli obiettivi di miglioramento dell’efficienza energetica.

Per ridurre le emissioni di gas serra ed i consumi energetici, la direttiva stabilisce una serie di scadenze intermedie. Entro il 2030, gli stati membri sono tenuti a ridurre del 16% i consumi energetici del proprio patrimonio edilizio rispetto al 2020, e del 20-22% entro il 2035.

Si stima che sui circa 12 milioni di edifici residenziali presenti in Italia, circa 5 milioni di edifici (che sono quelli con prestazioni inferiori) dovranno essere riqualificati dal punto di vista energetico entro il 2030, rispettando i requisiti minimi di prestazione energetica.

Una delle disposizioni più significative della direttiva è l’obbligo per gli edifici nuovi di essere a emissioni zero a partire dal 2030. Questa misura mira a promuovere la costruzione di nuove strutture che siano energeticamente efficienti fin dall’inizio, contribuendo così a ridurre le emissioni nel lungo termine.

Tra le nuove normative introdotte dalla direttiva “Case Green” vi è anche l’installazione di impianti solari nei nuovi edifici e nella ristrutturazione di quelli esistenti. Gli stati membri sono tenuti a garantire che i nuovi edifici siano predisposti per l’installazione di impianti fotovoltaici o solari termici sui tetti, mentre gli edifici esistenti idonei dovranno essere dotati di tali impianti entro scadenze specifiche. Inoltre, a partire dal 2025 la direttiva abolirà tutti gli incentivi fiscali per le caldaie a gas, con l’obiettivo di eliminare gradualmente l’uso dei combustibili fossili, incentivando invece sistemi di riscaldamento e raffreddamento alimentati da energie rinnovabili.

Gli edifici residenziali con più di tre posti auto di nuova costruzione o soggetti ad una ristrutturazione importante dovranno prevedere: l’installazione di pre-cablaggio per almeno il 50% dei posti auto e, per i restanti posti auto, la predisposizione di punti di ricarica per veicoli elettrici; l’installazione di almeno un punto di ricarica per i nuovi edifici residenziali e almeno due spazi per il parcheggio delle biciclette per ogni unità abitativa.

La Commissione europea stima che saranno necessari considerevoli investimenti annuali per raggiungere gli obiettivi della direttiva, e si auspica che i fondi dell’UE, insieme ad altri strumenti finanziari, possano contribuire in modo significativo a finanziare progetti di ristrutturazione ed efficientamento energetico.

Tuttavia, la direttiva prevede anche una certa flessibilità per gli stati membri nell’attuare queste disposizioni, consentendo loro di adattare le politiche nazionali alle specifiche esigenze e alle condizioni del mercato immobiliare locale.

Potranno essere esclusi dagli obblighi previsti dalla nuova Direttiva gli edifici storici e agricoli, le chiese e i luoghi di culto, gli immobili a uso militare e quelli utilizzati solo temporaneamente. L’obbligo di installare pannelli solari riguarderà i nuovi edifici pubblici e sarà progressivo, dal 2026 al 2030.