Nei condomini, dove molte persone condividono la stessa rete idrica, è di fondamentale importanza monitorare e controllare regolarmente la qualità dell’acqua per garantire che sia sicura e potabile.

La legge prevede che, nel caso in cui l’acqua che serve gli appartamenti non sia potabile, è possibile chiedere al Comune un forte sconto sulla bolletta. E questo perché non si usufruisce del servizio per il quale viene richiesto il pagamento del canone. Ma chi fa i controlli sulla qualità dell’acqua in condominio?

L’amministratore di condominio svolge un ruolo chiave nella gestione dei controlli sulla qualità dell’acqua. Vediamo cosa l’amministratore dovrebbe fare per assicurare che l’acqua in condominio sia sicura e conforme alle normative di qualità.

Quali sono i poteri e doveri dell’amministratore di condominio?

L’articolo 1130 del Codice civile stabilisce che l’amministratore di condominio ha il compito di gestire l’uso delle cose comuni, comprese le manutenzioni ordinarie e gli atti conservativi.

L’articolo 2051 del codice civile prevede peraltro la responsabilità  dei condòmini per danni causati dalle cose in custodia, con la possibilità di rivalersi sull’amministratore per eventuali sue inadempienze che abbiano determinato eventuali danni.

Queste leggi già bastano per far capire che l’amministratore è responsabile anche per i controlli sulla qualità dell’ acqua condominiale. Ma vediamo anche un’altra normativa speciale che è bene conoscere.

Qual è la legge che disciplina la gestione dell’acqua in condominio?

Il decreto legislativo n. 18/2023 disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano, introducendo la figura del Gestore della Distribuzione Idrica Interna (Gidi). Nel caso del condominio si tratta dell’amministratore, che è responsabile del corretto funzionamento del sistema idrico interno e del mantenimento dei valori di conformità dell’acqua.

Quali sono le responsabilità dell’amministratore in merito al controllo delle acque?

L’amministratore ha il compito di vigilare sul mantenimento della potabilità e salubrità dell’acqua, assicurando che i valori di conformità dell’acqua siano mantenuti dalle parti comuni fino al punto di utenza all’interno dei locali pubblici e privati.

Questa attività, in condominio, rientra nei compiti di ordinaria manutenzione dell’amministratore che, dunque, agirà anche nell’interesse dei condòmini proprietari e diretti responsabili di eventuali danni ex articolo 2051 del Codice civile.

Ecco perché non serve che l’amministratore venga autorizzato con una delibera per disporre le verifiche di potabilità, essendo già previsto dalla legge.

Ricordiamo però che se l’amministratore vuole, può chiedere all’assemblea di nominare un Gidi al posto suo; infatti la legge prevede espressamente la possibilità di delega.

Quali sono i parametri da controllare per la potabilità dell’acqua?

Il mantenimento dei requisiti potabilità e salubrità per le reti di distribuzione interna va verificato sulla base dei seguenti rischi: escherichia coli, enterococchi intestinali, batteri coliformi, conteggio delle colonie a 22°C, colore, torbidità, sapore, odore, ph, conduttività. Piombo e legionella se individuati parametri a rischio.

Come si distribuisce la responsabilità per la rete idrica in condominio?

Le responsabilità per la rete idrica in un condominio coinvolgono sia le parti comuni che le parti private. La suddivisione delle responsabilità è la seguente:

  1. Parti Comuni:
    • Tubature principali: Le tubature principali che costituiscono la rete idrica comune del condominio sono di solito considerate parti comuni. La manutenzione, le riparazioni e gli eventuali interventi su queste tubature sono a carico di tutti i condomini proporzionalmente alle loro quote di possesso.
    • Contatori e valvole di intercettazione: Gli elementi di misurazione dell’acqua, come i contatori, e le valvole di intercettazione sono solitamente considerati parti comuni. La gestione e la manutenzione di questi elementi rientrano nelle responsabilità dell’amministratore del condominio.
  2. Parti Private:
    • Tubature interne: Le tubature che servono esclusivamente un’unità immobiliare specifica, sia all’interno dell’appartamento che nel percorso privato all’interno delle parti comuni (ad esempio, una tubazione che alimenta un solo appartamento), sono  considerate parti private. La manutenzione e le riparazioni di queste tubature sono responsabilità del singolo proprietario.
    • Impianti interni: La manutenzione e le eventuali riparazioni degli impianti interni all’interno di ciascuna unità, come rubinetti, sanitari e altri apparecchi idraulici, rientrano nella responsabilità del proprietario dell’unità.

La suddivisione delle responsabilità può essere ulteriormente specificata nel regolamento condominiale o nelle deliberazioni assembleari. È importante che gli amministratori del condominio e i condomini stessi siano consapevoli di queste divisioni e rispettino le norme stabilite per evitare dispute e garantire una gestione efficiente della rete idrica condominiale.