Impariamo ad ottimizzare i consumi sul riscaldamento condominiale prestando attenzione ai consumi involontari.

Il riscaldamento rappresenta una parte significativa delle spese condominiali, ma esistono diverse strategie che possono essere adottate per ridurre i costi senza compromettere il comfort. In questo articolo, esploreremo alcune soluzioni pratiche e sostenibili per ottimizzare l’efficienza energetica e ridurre le spese di riscaldamento in condominio. 

Quali sono i limiti di temperatura imposti per legge?

Secondo il Dpr 74/2013, la temperatura negli ambienti condominiali non deve superare:

  • 18 °C (con +2°C di tolleranza) per edifici industriali e simili;
  • 20 °C (+2°C di tolleranza) per gli altri.

Queste restrizioni, come sottolineato da Enea, valgono per tutti gli appartamenti dell’edificio. Superare questi limiti può comportare un aumento del 7% della spesa per ogni grado in più.

Come viene regolata la durata dell’accensione del riscaldamento?

Il DPR 74/2013 stabilisce le disposizioni per la classificazione climatica delle zone del territorio italiano. Questa classificazione è fondamentale per determinare la durata dell’accensione del riscaldamento e la sua intensità in base alle specifiche esigenze climatiche di ciascuna zona.

L’assemblea ha un ruolo importante nella riduzione dei consumi: può definire gli orari di accensione e spegnimento del riscaldamento, distribuendo le ore di funzionamento in modo da ottimizzare l’efficienza e ridurre le spese complessive. È consigliabile coinvolgere attivamente tutti i condomini nel processo decisionale per garantire una gestione equa e accettabile per tutti.

È possibile derogare ai limiti di durata del riscaldamento?

Sì, è possibile derogare ai limiti giornalieri di durata del riscaldamento se l’edificio è dotato di una sonda esterna che regola la centralina di termoregolazione (articolo 4, comma 4, Dpr 74/2013).

Inoltre, una deroga simile può essere ottenuta se ogni unità immobiliare è equipaggiata con un sistema di contabilizzazione del calore e un sistema di termoregolazione della temperatura ambiente (lettera f).

Come influisce l’isolamento dell’edificio sul riscaldamento?

Un’ottima base per ridurre le spese di riscaldamento è investire nell’isolamento termico dell’edificio. Controllare e migliorare l’isolamento delle pareti, dei tetti, delle finestre e delle tubazioni può contribuire in modo significativo a trattenere il calore, riducendo così la necessità di un utilizzo eccessivo del riscaldamento.

Quali sono i vantaggi delle valvole termostatiche intelligenti?

L’installazione di valvole termostatiche intelligenti, controllabili tramite Wi-Fi, permette una regolazione personalizzata della temperatura in ogni ambiente, evitando manipolazioni manuali continue e ottimizzando l’uso del riscaldamento in base alle necessità reali di ogni unità immobiliare.

Quali altre strategie per ottimizzare i consumi?

Ridurre le spese di riscaldamento in condominio richiede un approccio olistico che coinvolga diverse strategie:

  1. Assicurarsi che gli impianti di riscaldamento siano ben mantenuti e che l’impianto di distribuzione dell’acqua calda sia separato dall’acqua ad alta temperatura prodotta dalle caldaie è essenziale per garantire un funzionamento efficiente. L’installazione di defangatori e la pulizia periodica delle tubazioni possono migliorare l’efficienza energetica, riducendo i consumi e le relative spese.
  2. Valutare la possibilità di integrare fonti di energia rinnovabile, come pannelli solari termici o pompe di calore, potrebbe ridurre notevolmente la dipendenza da fonti di energia convenzionali e, di conseguenza, le spese di riscaldamento. In molti casi, ci sono incentivi fiscali e agevolazioni per chi sceglie di adottare soluzioni sostenibili.
  3. Installare Termostati Programmabili consente un controllo più accurato della temperatura in ogni unità abitativa del condominio. Questo consente di adattare il riscaldamento in base alle effettive esigenze degli inquilini e di evitare sprechi di energia in momenti in cui non è necessario mantenere temperature elevate.
  4. Sensibilizzare gli Inquilini: organizzare sessioni informative o distribuire materiale educativo può sensibilizzare gli abitanti del condominio sui comportamenti virtuosi per ridurre il consumo di energia, come chiudere finestre e porte quando il riscaldamento è attivo o indossare abiti più pesanti durante la stagione fredda.
  5. Installare sistemi di monitoraggio dei consumi energetici può essere utile per identificare eventuali sprechi o inefficienze nei sistemi di riscaldamento. La consapevolezza dei consumi può motivare il condominio a adottare misure più efficaci per ridurre le spese.

Implementando queste strategie, i condomini possono godere di ambienti più confortevoli riducendo al contempo l’impatto economico e ambientale.

Quando è consentito il distacco dal riscaldamento centralizzato?

Secondo il codice civile, ciascun condòmino ha il diritto di distaccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato per optare per l’autonomia termica. Questa scelta può essere motivata dalla volontà di gestire individualmente il proprio riscaldamento o dalla ricerca di un risparmio energetico. Tuttavia, le regole per il distacco sono ben definite e vanno rispettate.

L’articolo 1118 del Codice civile stabilisce che un condòmino può rinunciare all’impianto centralizzato a condizione che il suo distacco non causi squilibri significativi nel funzionamento dell’impianto o un aumento delle spese per gli altri condòmini. In caso di distacco, il condòmino rimane comunque obbligato a contribuire alle spese di manutenzione straordinaria e conservazione dell’impianto nonché ai cosiddetti “consumi involontari” (ossia alle dispersioni di calore che finiscono per irradiarsi nelle parti comuni e per riscaldare tutti gli appartamenti).

Per la Cassazione, una delibera che neghi il distacco, pur essendo presenti tutte le condizioni necessarie, è nulla perché viola il diritto individuale del condòmino sulla cosa comune.

Cosa dicono le sentenze della Cassazione sul distacco?

Due recenti sentenze della Cassazione, la sentenza 25559/2023 e l’ordinanza 26185/2023, hanno chiarito alcuni aspetti importanti sul distacco. La prima afferma che l’assenza di procedure formali per il distacco o la non conformità dell’impianto autonomo non sono fattori rilevanti, a meno che non si verifichino squilibri tecnici o costi aggiuntivi per gli altri condòmini.

La seconda sentenza stabilisce l’illegittimità del distacco nel caso in cui il rinunciante non diventi termoautonomo e continui a beneficiare del calore prodotto dagli altri appartamenti. In pratica non è ammesso il distacco dall’impianto centralizzato senza però dotarsi di un impianto autonomo, solo al fine di godere delle dispersioni di calore dall’impianto comune e dalle tubature dei vicini. Ciò infatti implica un aumento di spesa a carico degli altri condomini.

Come si procede per il distacco in modo conforme alla legge?

Per garantire la conformità alla normativa, è necessaria una perizia asseverata da un ingegnere qualificato che valuti gli interventi tecnici necessari. Dopo aver comunicato formalmente all’amministratore del condominio la volontà di procedere al distacco e allegato la perizia, il condòmino può legittimamente distaccarsi dall’impianto centralizzato senza necessità di autorizzazione o approvazione dell’assemblea. Infatti, l’assemblea non ha il potere di concedere diritti ma solo di valutare la presenza dei requisiti previsti dall’articolo 1118.