Il condominio ha l’obbligo di adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e l’integrità dei beni comuni, al fine di prevenire danni ai condomini o a terzi.

Il Tribunale di Napoli, con la sentenza n. 3579 del 23 agosto 2023, ha riconosciuto la responsabilità ex art. 2051 c.c. del condominio per il danno derivante dal crollo di un muro del balcone posto al terzo piano dell’edificio, che finiva per danneggiare l’autovettura dell’attore regolarmente parcheggiata in strada. Analizziamo la vicenda.

Crollo del balcone: fatto e decisione

Il proprietario di una costosa automobile di lusso citava in giudizio il condominio chiedendo il risarcimento dei danni provocati alla propria autovettura a seguito del crollo di un muro del balcone posto al terzo piano del fabbricato.

Il condominio si costituiva in giudizio negando ogni forma di responsabilità: si difendeva imputando il crollo della parete alle fortissime ed intense raffiche di vento nonché alle abbondanti piogge verificatesi nei giorni precedenti e nello stesso giorno dell’evento, tali da ricondurre l’evento nell’ipotesi di caso fortuito, elemento che escludeva qualsiasi responsabilità del condominio.

In tutti i casi, il condominio convenuto coinvolgeva la propria compagnia assicuratrice richiedendo di essere esonerato da ogni eventuale conseguenza derivante dalla possibile accertata responsabilità.

Il Tribunale di Napoli però, con la sentenza n. 3579 del 23 agosto 2023, ha ritenuto responsabile il condominio.

È cosa nota, infatti, che ai sensi dell’art. 2051 c.c. «Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito».

Si tratta di una particolare categoria di responsabilità extracontrattuale che si fonda sull’assegnazione oggettiva del danno al soggetto che ha il controllo sui rischi associati all’oggetto in questione.

In questo caso, la responsabilità del condominio è risultata evidente: l’intera istruttoria confermava il crollo del muro e il conseguente danno patito dall’attore.

Effettivamente, la responsabilità secondo l’articolo 2051 del codice civile richiede semplicemente una relazione causale tra l’oggetto e l’evento; essa non dipende dall’accertamento della pericolosità intrinseca dell’oggetto stesso ed è valida per tutti i danni da esso causati, indipendentemente dalla sua natura intrinseca o dalla presenza di agenti dannosi. La responsabilità è esclusa solo nei casi di caso fortuito.

Il condominio convenuto non è riuscito a dimostrare che l’evento dannoso è stato causato da un fatto che presenta le caratteristiche del caso fortuito, quindi di imprevedibilità ed eccezionalità. Secondo il Tribunale di Napoli, le obiezioni generiche del condominio sulla responsabilità del crollo del muro attribuito alle condizioni meteorologiche (abbondante pioggia e forti raffiche di vento) nei giorni precedenti non sono state supportate da prove specifiche e concrete.

Crollo del balcone: considerazioni conclusive

La sentenza del Tribunale di Napoli sembra essere in linea con la prevalente giurisprudenza di legittimità.

Secondo la Corte di Cassazione (ex multis, Cass., 27/03/2020, n. 7580), «la responsabilità di danni cagionati da cose in custodia prevista dall’art. 2051 c.c. prescinde dall’accertamento del carattere colposo dell’attività o del comportamento del custode e ha carattere oggettivo, necessitando, per la sua configurabilità, del mero rapporto eziologico tra cosa ed evento; che tale responsabilità prescinde, altresì, dall’accertamento della pericolosità della cosa stessa e sussiste in relazione a tutti i danni da essa cagionati, sia per la intrinseca natura, sia per l’insorgenza in essa di agenti dannosi, essendo esclusa solo dal caso fortuito avente un’efficacia causale tale da interrompere del tutto il nesso eziologico tra la cosa e l’evento dannoso o da affiancarsi come ulteriore contributo utile alla produzione del danno».

In merito al regime della prova, è universalmente accettato che spetti all’attore dimostrare unicamente l’esistenza del collegamento causale tra la cosa e l’evento dannoso. D’altra parte, il convenuto, al fine di esimersi dalla responsabilità, deve provare l’esistenza di un elemento estraneo alla sua sfera oggettiva che possa interrompere il nesso causale, ovvero un fattore esterno (che può derivare da un terzo o persino dalla stessa parte danneggiata) caratterizzato da imprevedibilità ed eccezionalità, come sottolineato nella sentenza della Corte di Cassazione del 17 gennaio 2020, n. 858.

Il condominio, in qualità di custode dei beni e servizi comuni, è tenuto a prendere tutte le misure necessarie per evitare danni a terzi causati da tali beni e servizi. Pertanto, in conformità con l’articolo 2051 del codice civile, il condominio è responsabile per i danni derivanti da tali cose, anche se il danno è causato in parte da un terzo.

La responsabilità del condominio può essere esclusa solo se il danno è attribuibile a un caso fortuito, il quale deve presentare caratteristiche di imprevedibilità e incontrollabilità, come specificato nella sentenza della Corte di Cassazione del 12 marzo 2020, n. 7044.