Anche chi è solo proprietario di un parcheggio deve partecipare alle spese condominiali e ha il diritto di partecipare all’assemblea?

In questo articolo esamineremo se il proprietario di un parcheggio può essere considerato un condomino, analizzando i suoi diritti e doveri, come l’obbligo di contribuire alle spese condominiali e il diritto di votare in assemblea.

Questo problema è comune, poiché spesso si ritiene erroneamente che solo chi possiede un appartamento o dei locali commerciali o professionali possa far parte del condominio, con i diritti e i doveri sanciti  dagli articoli 1136 del Codice Civile e 66 e 67 delle disposizioni di attuazione, insieme agli obblighi finanziari stabiliti dagli articoli 1123 e seguenti del Codice Civile.

In realtà, i proprietari dei posti auto devono essere considerati condòmini, alla stregua di chi possiede unità immobiliari non destinate all’abitazione. Ciò significa che chiunque possieda un’unità immobiliare all’interno di un edificio, indipendentemente dall’uso specifico, diventa automaticamente parte del condominio, anche in assenza di un appartamento o locale commerciale.

Chi ha un box auto è condomino?

Ad ogni condomino è garantito il diritto di partecipare alle assemblee e di esercitare il proprio voto; tuttavia, è altresì tenuto a partecipare finanziariamente alle spese comuni. È importante notare che tali prerogative e obblighi possono differire in base alle specifiche caratteristiche dell’unità immobiliare di ciascun proprietario.

Tutto questo vale anche per coloro che possiedono esclusivamente posti auto o moto all’interno di un’area condominiale. È sufficiente l’essere proprietari di tali spazi per garantire l’appartenenza al condominio e, di conseguenza, la titolarità delle aree comuni, come il cortile o il garage. Dalla condivisione proporzionale delle parti comuni deriva anche l’obbligo di contribuire alle spese comuni per la manutenzione e la gestione di tali aree, in base ai millesimi di proprietà.

Cosa dice la Cassazione sui proprietari di box auto?

La Corte di Cassazione, con un’ordinanza del 16 gennaio 2018, ha stabilito che le regole condominiali si applicano ogni volta che sussiste una relazione di indispensabile complementarità tra alcune aree comuni dell’edificio e le singole unità immobiliari private, consentendo così l’esistenza o l’utilizzo di queste ultime.

Di conseguenza, coloro che possiedono posti auto all’interno del condominio vengono considerati condomini a tutti gli effetti e sono tenuti a contribuire alle spese relative alle parti comuni strettamente connesse funzionalmente ai loro spazi.

Quali sono i diritti dei proprietari di posti auto?

I proprietari di posti auto condominiali hanno il diritto di usufruire delle aree comuni dell’edificio, partecipare e votare nelle assemblee condominiali, con voto limitato alle questioni strettamente connesse ai loro interessi, come la manutenzione delle aree comuni destinate al parcheggio.

Le quote millesimali del condominio devono quindi includere anche i valori relativi ai posti auto.

Di conseguenza, la proprietà del possessore di un box auto si estende anche alle parti comuni dell’edificio menzionate nell’articolo 1117 del codice civile (scale, cortile, ecc.), a meno che l’accesso a tali parti sia oggettivamente impossibile e ostruito (Cassazione, sentenza del 21 maggio 2012, n. 8012).