L’IMU (Imposta Municipale Unica) è un tributo dovuto dai proprietari di immobili, con alcune eccezioni, come per l’abitazione principale. Ma cosa succede quando una seconda casa viene ereditata da più fratelli? Chi paga l’IMU e in che misura?
La normativa di riferimento si trova negli articoli 752 e 1295 del Codice Civile, che disciplinano il pagamento dei debiti ereditari, e nelle leggi fiscali sull’IMU. Vediamo come funziona la suddivisione della tassa tra i coeredi e quali sono le conseguenze in caso di mancato pagamento.
Ripartizione dell’IMU tra fratelli secondo l’articolo 752 del Codice Civile
L’articolo 752 del Codice Civile stabilisce che i coeredi rispondono dei debiti ereditari in proporzione alla loro quota ereditaria, salvo diversa volontà del testatore. Questo significa che, se una seconda casa viene ereditata da più fratelli, il pagamento dell’IMU non ricade su un unico soggetto, ma viene suddiviso tra gli eredi in base alla percentuale di proprietà ricevuta.
Esempio:
- Se tre fratelli ereditano un immobile in quote uguali (33,33% ciascuno), l’IMU sarà ripartita equamente tra loro.
- Se invece un fratello ha ricevuto il 50%, un altro il 30% e l’ultimo il 20%, l’IMU dovrà essere pagata in proporzione a queste quote.
Casi particolari: chi deve pagare l’IMU?
Caso 1: Il coniuge superstite vive nell’immobile
Se il coniuge superstite (es. il padre o la madre dei fratelli eredi) continua a vivere nella casa ereditata, questa viene considerata la sua abitazione principale e, di conseguenza, è esente dal pagamento dell’IMU.
Nessuno degli eredi sarà tenuto a pagare l’IMU fino a quando il coniuge superstite continuerà a risiedere nell’immobile.
Riferimento normativo: L’esenzione IMU per l’abitazione principale è prevista dal D.L. 201/2011.
Caso 2: Solo uno dei coeredi vive nell’immobile
Se uno solo dei fratelli decide di stabilire la residenza nella casa ereditata, l’IMU viene applicata in modo diverso:
- Il fratello residente può usufruire dell’esenzione IMU solo sulla sua quota di proprietà (se l’immobile rientra nelle categorie catastali che godono dell’esenzione, cioè A2, A3, A4, A5, A6, A7).
- Gli altri fratelli, che non risiedono nell’immobile, dovranno pagare l’IMU sulla loro quota perché, per loro, l’immobile è una seconda casa.
Esempio:
- Tre fratelli ereditano una casa al 33,33% ciascuno.
- Uno di loro va a viverci, mentre gli altri due no.
- Il fratello residente non paga IMU sulla sua quota.
- Gli altri due fratelli pagano l’IMU sulle loro rispettive quote (66,66% del totale).
Caso 3: L’immobile è occupato da una terza persona
Se l’immobile viene affittato o occupato da una terza persona, allora nessuno degli eredi può considerarlo come abitazione principale.
Tutti i coeredi sono obbligati a pagare l’IMU in proporzione alle rispettive quote di proprietà.
L’importo dell’IMU, quindi, verrà calcolato sulla base della rendita catastale dell’immobile e diviso tra i fratelli in base alla quota ereditaria.
Cosa succede se un fratello non paga l’IMU?
Uno dei dubbi più frequenti riguarda il caso in cui uno degli eredi non paghi la sua parte di IMU.
Responsabilità individuale e assenza di responsabilità solidale
L’articolo 1295 del Codice Civile stabilisce che, se non diversamente specificato dalla legge, i debiti divisibili tra più soggetti vanno ripartiti in base alla quota di ciascuno.
Questo significa che ciascun fratello è responsabile solo per la propria quota di IMU e il Comune non può chiedere agli altri coeredi di pagare per l’inadempiente.
Se un fratello non paga la sua quota di IMU:
- Il Comune potrà agire solo contro di lui per il recupero della somma.
- Il mancato pagamento potrà portare a sanzioni, interessi e, nei casi più gravi, al fermo amministrativo di beni.
- Gli altri fratelli non rischiano nulla e non sono obbligati a pagare per il fratello inadempiente.
Esempio pratico di calcolo IMU tra fratelli
Supponiamo che tre fratelli ereditino una seconda casa con rendita catastale rivalutata di 700 euro e aliquota IMU del Comune: 1% (ipotetica).
Step 1: Calcolo della base imponibile
Moltiplichiamo la rendita catastale rivalutata per il coefficiente catastale per le abitazioni: 700×160=112.000.
La base imponibile su cui si calcola l’IMU è 112.000 euro.
Step 2: Calcolo dell’IMU totale
112.000×1%=1.120 euro annui
Step 3: Suddivisione tra i fratelli in base alle quote di proprietà
Se i fratelli ereditano in parti uguali, ciascuno possiede il 33,33% dell’immobile (un terzo dell’intero).
IMU per ciascun fratello: 1.120 euro x 33,33% = 373,296 euro.
Da quando i fratelli devono iniziare a pagare l’IMU?
Gli eredi sono obbligati a pagare l’IMU a partire dalla data di apertura della successione, ovvero dalla data del decesso del proprietario dell’immobile.
Non è necessario attendere la registrazione della successione o il passaggio definitivo dell’immobile al catasto. L’obbligo scatta immediatamente e i pagamenti devono essere effettuati entro le scadenze previste (tipicamente giugno e dicembre).
Conclusione
La gestione dell’IMU su una seconda casa ereditata richiede particolare attenzione:
- L’IMU si paga in proporzione alle quote di proprietà.
- Se il coniuge superstite vive nella casa, l’IMU non è dovuta.
- Se un fratello vi risiede, gli altri devono pagare l’IMU sulla loro quota.
- Se l’immobile è affittato, tutti devono pagare in base alla loro percentuale.
- Se un fratello non paga, gli altri non sono responsabili per il suo debito.
- L’obbligo di pagamento parte dal giorno del decesso del precedente proprietario.
Gestire la ripartizione dell’IMU tra coeredi può sembrare complesso, ma seguendo queste regole si evitano problemi fiscali e legali