Abbattimento barriere architettoniche: senza l’indicazione dei disabili, la delibera può essere impugnata?

La normativa sull’installazione di ascensori nei condomini non prevede l’obbligo di installare un ascensore solo in presenza di persone con disabilità. Tuttavia, la decisione di installare un ascensore in un condominio dipende da vari fattori, inclusi i bisogni e le esigenze degli abitanti del condominio, la struttura dell’edificio, e le normative edilizie locali.

Mettiamo il caso che in un condominio non ci sia l’ascensore o che questo parta solo dal piano rialzato. Se i condomini sono tutti in perfetta salute, è ugualmente legittimo prevedere l’installazione di un ascensore? E quali devono essere in tal caso le maggioranze da raggiungere in sede di assemblea? Vediamo cosa dice la giurisprudenza in merito.

Abbattimento barriere architettoniche: è necessaria la presenza di disabili in condominio?

Per autorizzare le innovazioni volte a eliminare le barriere architettoniche in un condominio, è necessario raggiungere un numero di voti che rappresenti la maggioranza delle persone presenti e almeno la metà del valore dell’edificio. Se tale quorum non viene raggiunto, gli interessati possono comunque eseguire i lavori ma a proprie spese, a condizione che ciò non comprometta la stabilità dell’edificio o non riduca significativamente lo spazio nelle scale.

Il Tribunale di Genova, con sentenza n. 2570 del 24 ottobre 2023, ha dichiarato che l’assemblea condominiale può approvare la spesa per l’installazione di un ascensore, anche se nessun condomino ha delle disabilità. Il tribunale sostiene che la necessità di apportare modifiche per eliminare le barriere architettoniche non è strettamente legata all’utilizzo attuale dell’edificio da parte di persone con disabilità. Tale necessità potrebbe manifestarsi anche in un momento successivo, sottolineando la possibilità che futuri cambiamenti o requisiti rendano importante adottare misure di accessibilità, indipendentemente dalla presenza attuale di individui con disabilità nell’edificio.

Il caso

Alcuni condomini avevano sollevato obiezioni riguardo alla decisione dell’assemblea di installare un ascensore, evidenziando la mancanza di informazioni su quali residenti disabili avessero richiesto l’intervento e lamentando l’assenza di una certificazione medica. Inoltre, esprimevano preoccupazioni riguardo alle modifiche strutturali previste, come la riduzione degli spazi e l’alterazione estetica dell’edificio, temendo che ciò potesse compromettere il valore delle proprietà immobiliari.

Ascensori anche senza disabili

Il giudice ha sottolineato che l’eliminazione delle barriere architettoniche agevola l’accesso agli edifici a tutti, compresi i disabili, indipendentemente dal fatto che nell’immobile ci siano proprietari o residenti disabili. Quindi la normativa non richiede necessariamente che una persona con disabilità risieda nell’edificio per legittimare l’installazione di un ascensore.

La Corte Costituzionale aveva già sottolineato l’importanza di garantire l’accesso agli edifici a tutti, indipendentemente dalla proprietà. Inoltre, il tribunale, sulla base dei risultati della perizia tecnica, ha potuto confermare che l’installazione dell’ascensore non avrebbe compromesso significativamente l’accessibilità agli appartamenti e che l’intervento era conforme alle normative vigenti.

Conclusioni

Il Tribunale di Genova ha deciso che non era necessaria una esigenza specifica di accessibilità da parte di residenti con disabilità per giustificare l’installazione dell’ascensore. La sentenza ha confermato che le modifiche per l’abbattimento delle barriere architettoniche mirano a garantire una maggiore accessibilità agli spazi condominiali, in linea con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale sostenuto dalla legislazione.