Quali regole bisogna seguire quando si decide di installare un impianto di videosorveglianza nel proprio giardino?

L’installazione di telecamere di sorveglianza nei giardini è diventata sempre più comune per garantire la sicurezza della proprietà. Tuttavia, questo beneficio va bilanciato attentamente con il rispetto per la privacy degli individui.

È essenziale informarsi sulle leggi e i regolamenti  relativi all’installazione e all’uso di telecamere di sorveglianza. Rispettare tali normative è fondamentale per evitare controversie legali e assicurare un uso etico.

Qualcuno infatti potrebbe lamentarsi se ritiene che le telecamere possano registrare le sue attività private o intrusivi momenti di vita quotidiana.

Esistono però alcuni accorgimenti possono contribuire a mitigare queste preoccupazioni. Vediamo quali sono.

Cosa non riprendere con la telecamera in giardino

Per installare delle telecamere nel tuo giardino non servono né permessi né autorizzazioni, trattandosi di un luogo di tua proprietà esclusiva, ma devi stare attento all’angolo visuale: è importante evitare l’orientamento delle telecamere verso le proprietà confinanti o luoghi sensibili come finestre delle abitazioni. L’obiettivo è di limitare la registrazione di attività che non riguardano direttamente la sicurezza della tua proprietà.

A volte può essere difficile posizionare gli obiettivi della telecamera in modo che riprendano soltanto la tua proprietà, ma questo può essere fatto tramite regolazioni fisiche, attraverso le impostazioni della telecamera o anche utilizzando appositi accorgimenti tecnici, come la schermatura parziale del quadro video.

Come vedremo di seguito, quello che si rischia è di essere incriminati del reato di interferenze illecite nella vita privata. Questo reato è punito con pena detentiva, quindi non va sottovalutato. Per questo devi sapere che ci sono alcune aree considerate inaccessibili per le telecamere al fine di preservare la privacy altrui e tra queste è compreso non solo l’edificio abitato, ma anche le sue pertinenze, come il giardino, il vialetto d’ingresso, il portico esterno ed il cortile del vicino o del dirimpettaio.

Anche se un orientamento della giurisprudenza restringe il campo dei luoghi di privata dimora escludendo dall’applicazione della norma penale quegli spazi comuni, come i parcheggi e gli ingressi condominiali, destinati a un numero indeterminato di persone, seguire queste regole può aiutare a bilanciare la sicurezza con il diritto fondamentale alla privacy, creando un ambiente più sicuro e rispettoso per tutti.

Posso filmare la strada esterna?

Le telecamere private di regola non possono filmare le strade esterne, altrimenti si violerebbe la normativa sulla riservatezza dei dati personali dei passanti: persone, autoveicoli e relative targhe, ed anche abitudini di vita sono informazioni  sensibili che non devono essere registrate e memorizzate da privati con il rischio di utilizzo improprio e divulgazione non autorizzata.

Il principio di minimizzazione dei dati è un concetto fondamentale nel campo della privacy e della protezione dei dati. Esso sottolinea l’importanza di raccogliere, elaborare e conservare solo i dati personali strettamente necessari per il raggiungimento di uno specifico scopo. Questo principio mira a limitare la quantità di dati personali trattati, riducendo così il rischio di violazioni della privacy.

Ecco perché, anche in riferimento alle strade esterne, vale sempre il principio dell’angolo visuale ristretto, che abbiamo già esaminato: occorre che l’obiettivo della telecamera in giardino si posizionato in modo tale da riprendere soltanto la zona di proprietà privata ed al massimo le parti immediatamente adiacenti (ad esempio, il cancello esterno ed i muri perimetrali) evitando che si veda la strada aperta al transito.

Come regola generale, quindi, per porsi al riparo da contestazioni su violazioni della privacy è sempre bene puntare le telecamere verso l’interno della propria proprietà anziché in direzione dell’esterno, e questo vale sia che si tratti di proprietà esclusive altrui – come l’ingresso della villetta dei vicini – sia quando c’è un luogo aperto al pubblico passaggio.

Il cartello di avviso della presenza di telecamere

La presenza delle telecamere presenti in un giardino privato va segnalata mediante un cartello di avviso. Questo tipo di cartello informa chiunque si trovi nella zona sorvegliata che la registrazione video è in corso e diventa così una forma di consenso implicito, indicando che coloro che entrano nell’area accettano la presenza delle telecamere.

Il cartello dovrebbe indicare in modo sintetico (ad esempio con la dicitura «zona controllata con telecamere») che la zona è sorvegliata da telecamere e potrebbe includere informazioni sulla finalità della sorveglianza (ad esempio, sicurezza della proprietà). Assicurati che il testo sul cartello sia scritto in modo chiaro e comprensibile, e che sia accessibile a tutte le persone che potrebbero entrare nella zona sorvegliata. Non occorre, invece, menzionare i precisi punti dove sono posizionati gli obiettivi, cioè dove si trovano le telecamere.

Per quanto tempo si possono conservare le immagini riprese?

Le immagini riprese dalle telecamere in giardino vengono memorizzate automaticamente dall’impianto di videosorveglianza su un file in modo da comporre un filmato.

In linea con il principio di minimizzazione dei dati, le registrazioni dovrebbero essere conservate solo per il tempo strettamente necessario per raggiungere gli scopi prefissati. Il Garante per la privacy suggerisce di non superare un periodo di conservazione di 48 o al massimo 72 ore. Questo è il tempo sufficiente per consentire di esaminare le riprese in caso di necessità.

Le moderne telecamere di sorveglianza consentono di impostare una funzione di sovrascrittura automatica per gestire lo spazio di archiviazione. Questa funzione fa sì che la telecamera cancelli automaticamente i filmati più vecchi quando lo spazio di archiviazione è pieno, consentendo così la registrazione continua dei nuovi eventi.

Solitamente, è possibile configurare la durata massima di registrazione prima che inizi la sovrascrittura. In questo modo se, ad esempio, i proprietari sono fuori per ferie, il tempo di conservazione può dilatarsi e arrivare anche ad una settimana. In alternativa si può optare per un sistema di controllo a distanzada remoto, che avvisa in caso di intrusioni mostrando subito le riprese per poter intervenire prontamente.

A meno che non sia necessario, come nel caso in cui le forze dell’ordine richiedano i filmati per indagare su possibili reati, è strettamente proibito condividere o diffondere  le immagini registrate nel giardino o in altri luoghi di residenza privata senza il previo consenso delle persone interessate. Si pensi, ad esempio, a situazioni come feste o eventi nel proprio giardino con numerosi partecipanti.

Le azioni legali contro le telecamere abusive

Se una persona scopre che c’è una telecamera installata in modo non autorizzato nella sua proprietà privata o che la sta registrando in modo da ottenere informazioni o immagini relative alla sua vita privata in violazione delle normative, può intraprendere azioni legali contro il proprietario della telecamera in due modi:

  1. Azione Civile: Può presentare un ricorso legale d’urgenza per richiedere la rimozione della telecamera o la modifica del suo angolo di ripresa, in modo da limitare le registrazioni entro i confini stabiliti nelle normative. È importante che vengano distrutte le immagini ottenute illegalmente e conservate.
  2. Azione Penale: Può presentare una denuncia formale all’Autorità giudiziaria o alle forze di polizia competenti per il reato di interferenze illecite nella vita privata, come previsto dall’articolo 615 bis del Codice penale. Questo reato è punibile con la reclusione da 6 mesi a 4 anni.

In entrambi i casi, la persona lesa ha il diritto di richiedere il risarcimento del danno a chi ha installato le telecamere in violazione della sua privacy.

Cosa non riprendere con la telecamera in giardino

Per installare delle telecamere nel tuo giardino non servono né permessi né autorizzazioni, trattandosi di un luogo di tua proprietà esclusiva, ma devi stare attento all’angolo visuale: è importante evitare l’orientamento delle telecamere verso le proprietà confinanti o luoghi sensibili come finestre delle abitazioni. L’obiettivo è di limitare la registrazione di attività che non riguardano direttamente la sicurezza della tua proprietà.

A volte può essere difficile posizionare gli obiettivi della telecamera in modo che riprendano soltanto la tua proprietà, ma questo può essere fatto tramite regolazioni fisiche, attraverso le impostazioni della telecamera o anche utilizzando appositi accorgimenti tecnici, come la schermatura parziale del quadro video.

Come vedremo di seguito, quello che si rischia è di essere incriminati del reato di interferenze illecite nella vita privata. Questo reato è punito con pena detentiva, quindi non va sottovalutato. Per questo devi sapere che ci sono alcune aree considerate inaccessibili per le telecamere al fine di preservare la privacy altrui e tra queste è compreso non solo l’edificio abitato, ma anche le sue pertinenze, come il giardino, il vialetto d’ingresso, il portico esterno ed il cortile del vicino o del dirimpettaio.

Anche se un orientamento della giurisprudenza restringe il campo dei luoghi di privata dimora escludendo dall’applicazione della norma penale quegli spazi comuni, come i parcheggi e gli ingressi condominiali, destinati a un numero indeterminato di persone, seguire queste regole può aiutare a bilanciare la sicurezza con il diritto fondamentale alla privacy, creando un ambiente più sicuro e rispettoso per tutti.

Posso filmare la strada esterna?

Le telecamere private di regola non possono filmare le strade esterne, altrimenti si violerebbe la normativa sulla riservatezza dei dati personali dei passanti: persone, autoveicoli e relative targhe, ed anche abitudini di vita sono informazioni  sensibili che non devono essere registrate e memorizzate da privati con il rischio di utilizzo improprio e divulgazione non autorizzata.

Il principio di minimizzazione dei dati è un concetto fondamentale nel campo della privacy e della protezione dei dati. Esso sottolinea l’importanza di raccogliere, elaborare e conservare solo i dati personali strettamente necessari per il raggiungimento di uno specifico scopo. Questo principio mira a limitare la quantità di dati personali trattati, riducendo così il rischio di violazioni della privacy.

Ecco perché, anche in riferimento alle strade esterne, vale sempre il principio dell’angolo visuale ristretto, che abbiamo già esaminato: occorre che l’obiettivo della telecamera in giardino si posizionato in modo tale da riprenda soltanto la zona di proprietà privata e al massimo le parti immediatamente adiacenti (ad esempio, il cancello esterno ed i muri perimetrali) evitando che si veda la strada aperta al transito.

Come regola generale, quindi, per porsi al riparo da contestazioni su violazioni della privacy è sempre bene puntare le telecamere verso l’interno della propria proprietà anziché in direzione dell’esterno, e questo vale sia che si tratti di proprietà esclusive altrui – come l’ingresso della villetta dei vicini – sia quando c’è un luogo aperto al pubblico passaggio.

Il cartello di avviso della presenza di telecamere

La presenza delle telecamere presenti in un giardino privato va segnalata mediante un cartello di avviso. Questo tipo di cartello informa chiunque si trovi nella zona sorvegliata che la registrazione video è in corso e diventa così una forma di consenso implicito, indicando che coloro che entrano nell’area accettano la presenza delle telecamere.

Il cartello dovrebbe indicare in modo sintetico (ad esempio con la dicitura «zona controllata con telecamere») che la zona è sorvegliata da telecamere e potrebbe includere informazioni sulla finalità della sorveglianza (ad esempio, sicurezza della proprietà). Assicurati che il testo sul cartello sia scritto in modo chiaro e comprensibile, e che sia accessibile a tutte le persone che potrebbero entrare nella zona sorvegliata. Non occorre, invece, menzionare i precisi punti dove sono posizionati gli obiettivi, cioè dove si trovano le telecamere.

Per quanto tempo si possono conservare le immagini riprese?

Le immagini riprese dalle telecamere in giardino vengono memorizzate automaticamente dall’impianto di videosorveglianza su un file in modo da comporre un filmato.

In linea con il principio di minimizzazione dei dati, le registrazioni dovrebbero essere conservate solo per il tempo strettamente necessario per raggiungere gli scopi prefissati. Il Garante per la privacy suggerisce di non superare un periodo di conservazione di 48 o al massimo 72 ore. Questo è il tempo sufficiente per consentire di esaminare le riprese in caso di necessità.

Le moderne telecamere di sorveglianza consentono di impostare una funzione di sovrascrittura automatica per gestire lo spazio di archiviazione. Questa funzione fa sì che la telecamera cancelli automaticamente i filmati più vecchi quando lo spazio di archiviazione è pieno, consentendo così la registrazione continua dei nuovi eventi.

Solitamente, è possibile configurare la durata massima di registrazione prima che inizi la sovrascrittura. In questo modo se, ad esempio, i proprietari sono fuori per ferie, il tempo di conservazione può dilatarsi e arrivare anche ad una settimana. In alternativa si può optare per un sistema di controllo a distanzada remoto, che avvisa in caso di intrusioni mostrando subito le riprese per poter intervenire prontamente.

A meno che non sia necessario, come nel caso in cui le forze dell’ordine richiedano i filmati per indagare su possibili reati, è strettamente proibito condividere o diffondere  le immagini registrate nel giardino o in altri luoghi di residenza privata senza il previo consenso delle persone interessate. Si pensi, ad esempio, a situazioni come feste o eventi nel proprio giardino con numerosi partecipanti.

Le azioni legali contro le telecamere abusive

Se una persona scopre che c’è una telecamera installata in modo non autorizzato nella sua proprietà privata o che la sta registrando in modo da ottenere informazioni o immagini relative alla sua vita privata in violazione delle normative, può intraprendere azioni legali contro il proprietario della telecamera in due modi:

  1. Azione Civile: Può presentare un ricorso legale d’urgenza per richiedere la rimozione della telecamera o la modifica del suo angolo di ripresa, in modo da limitare le registrazioni entro i confini stabiliti nelle normative. È importante che vengano distrutte le immagini ottenute illegalmente e conservate.
  2. Azione Penale: Può presentare una denuncia formale all’Autorità giudiziaria o alle forze di polizia competenti per il reato di interferenze illecite nella vita privata, come previsto dall’articolo 615 bis del Codice penale. Questo reato è punibile con la reclusione da 6 mesi a 4 anni.

In entrambi i casi, la persona lesa ha il diritto di richiedere il risarcimento del danno a chi ha installato le telecamere in violazione della sua privacy.