Una tenda da sole serve a diversi scopi utili, tra cui:
  • proteggere gli ambienti dai raggi solari diretti, riducendo il calore e migliorando il comfort abitativo durante le giornate calde;
  • contribuire a diminuire l’uso dei sistemi di condizionamento, portando a un risparmio sui costi energetici;
  • offrire maggiore privacy agli abitanti, specialmente in aree densamente popolate dove i balconi e le finestre possono essere vicini tra loro;
  • consentire l’utilizzo di spazi esterni come balconi e terrazze anche durante le ore più calde della giornata;
  • migliorare l’aspetto estetico dell’edificio, aggiungendo un elemento di design che può armonizzarsi con l’architettura del condominio.

È importante però ricordare che l’installazione di tende da sole in un condominio può essere soggetta a regolamenti condominiali e a norme urbanistiche locali, quindi è consigliabile verificare con l’amministratore del condominio o con l’assemblea condominiale prima di procedere.

Novità Principali del DL 69/2024 riguardanti le tende da sole

Il Decreto-Legge 69/2024, noto come “Salva Casa”, entrato in vigore il 30 maggio 2024, ha introdotto tra i lavori di edilizia libera le opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici la cui struttura principale sia costituita da tende. Ciò significa che l’installazione di tende da sole non richiede più specifiche autorizzazioni o permessi edilizi, semplificando notevolmente il processo per i proprietari di case e condomini.

Il Decreto-Legge 69/2024, include però delle specifiche limitazioni per l’installazione delle tende da sole: non devono creare spazi permanenti e chiusi, per non comportare una variazione dei volumi edificati o delle superfici utili dell’immobile.

Inoltre devono comunque rispettare le caratteristiche costruttive e estetiche del condominio per garantire un’armonia estetica e funzionale dell’edificio.

Sebbene il decreto semplifichi l’installazione delle tende da sole, è necessario comunque rispettare le normative urbanistiche comunali ed eventuali vincoli paesaggistici o monumentali della Soprintendenza, che potrebbero imporre ulteriori restrizioni o specifiche modalità di installazione.

Cosa impone il regolamento di condominio

Il regolamento condominiale contrattuale può imporre limiti e vincoli aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal Decreto-Legge 69/2024. Ad esempio potrebbe richiedere che tutte le tende da sole rispettino determinate caratteristiche estetiche per mantenere un aspetto uniforme dell’edificio. Questo può includere specifici colori, materiali, design e dimensioni delle tende. Bisogna considerare che data la natura contrattuale del regolamento, nemmeno  una delibera a maggioranza potrebbe eliminare eventuali limiti imposti.

Se invece il regolamento condominiale (sia assembleare che esterno) contiene specifiche dettagliate riguardanti le caratteristiche delle tende da sole e il colore del tessuto, il singolo condòmino è obbligato a rispettare queste indicazioni. Se un condòmino installa una tenda che non rispetta le specifiche del regolamento condominiale, il condominio può intraprendere azioni legali per far rimuovere o modificare l’installazione. In questi casi, il condòmino potrebbe essere costretto giudizialmente a uniformarsi alle indicazioni regolamentari.

Tende e distanze legali

L’articolo 907 del Codice Civile stabilisce che chi ha una veduta diretta (come quella dalla finestra) non può essere privato di questo diritto da costruzioni realizzate a meno di 3 metri dalla finestra stessa. Questo significa che se una tenda da sole installata dal condomino del piano inferiore ostacola significativamente la vista o la luce naturale della finestra del piano superiore, il condomino del piano superiore potrebbe avere il diritto di richiedere la rimozione o l’adattamento della tenda.

Tuttavia se la tenda si dota di un meccanismo manuale o meccanico di apertura/chiusura, questa non potrà essere considerata come “costruzione”. Di conseguenza potrebbe essere situata anche ad una distanza inferiore a tre metri dal balcone o dalla finestra del piano sovrastante. Infatti tale tenda non pregiudica permanentemente né la veduta verso il basso , né l’aria e la luce al condomino del piano sovrastante.

In caso di contestazione bisognerà ottenere una valutazione tecnica per dimostrare come la tenda da sole interferisca con la veduta o la luce naturale.

In questo contesto verrà esaminato quanto la presenza della tenda sia in grado di ridurre la quantità di luce e aria di cui godeva l’immobile sovrastante prima dell’installazione da parte del vicino. Questa dimostrazione dovrà essere fornita dal proprietario del piano superiore, avvalendosi di un tecnico.

Permesse tende da sole in base ai balconi

Il balcone a incasso o incassato nella parete è rientrante nel corpo dell’edificio e realizzato a filo della facciata. Questo tipo di balcone è considerato di proprietà comune dei proprietari dei due piani. Pertanto chi abbia intenzione di installare una tenda da sole nel sottobalcone non dovrà chiedere alcuna autorizzazione al proprietario del piano superiore.

Diversamente, nel caso di balconi aggettanti rispetto alla facciata, la proprietà è esclusiva dell’unità immobiliare di cui sono il prolungamento.

In questo caso il condomino dell’appartamento sottostante che volesse installare una tenda da sole dovrà chiedere il permesso al condomino soprastante.

Un caso particolare riguarda i balconi con sottobalconi decorativi. Questi sono parte della facciata e quindi, secondo il Codice Civile Italiano, sono considerati parti comuni dell’edificio (art. 1117 del Codice Civile). Di conseguenza, come sempre accade con le modifiche che riguardano parti comuni e visibili della facciata, devono rispettare l’estetica dell’edificio e necessitano del consenso dell’assemblea condominiale. La deliberazione dell’assemblea condominiale deve avvenire con la maggioranza prescritta dalle norme condominiali per interventi sulle parti comuni. Solitamente, è richiesta la maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno la metà del valore dell’edificio (art. 1136 del Codice Civile).